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"Tutto ciò che succede nella vita, è un pretesto per vivere un vissuto"

Rapporti Funzionali e Rapporti di Sfruttamento

“E per riceverlo occorre fare in modo che il canale non sia ostruito: se ripulisci il tuo canale interno puoi ricevere in maniera naturale ed inevitabile, tutto l’amore di cui hai bisogno e di conseguenza trasferirlo ad altri”…vivo ostruita….il mio canale riesce a sgorgare liberamente solo con mia figlia, ma tutto il resto è un incubo….tutti mi chiedono amore e dedizione ma poi rifiutano il mio amore e mi usano per i loro bisogni. Mia madre quasi 80enne continua a trattarmi come se fossi una sua proprietà……….senza darmi il minimo amore….sa solo chiedere……..Il mio compagno, anche se apparentemente mi adora mi usa come apparenza. Io gli garantisco l’appartenenza al suo gruppo e forse gli permetto di credersi. Tutto il resto è nulla, niente comunicazione, niente affetto, e ormai niente allegria. Hanno solo bisogno di me…gli servo . E io mi sto esaurendo…..” 

Questa domanda è stata fatta nell’articolo (link
Negli ultimi tempi ho notato come le cose siano incredibilmente semplici. Anche le situazioni di vita più drammatiche e dolorose, una volta che mettiamo da parte l’emotività, si rivelano per quello che sono: 

scambi di favori. 

Questi scambi possono essere di due tipi… 


1) Il primo tipo è caratterizzato dagli scambi ‘funzionali’ 

Si parla di quelle relazioni in cui ognuno ha qualcosa da dare all’altro e questo qualcosa garantisce benefici. 

Di norma, negli scambi funzionali non c’è un atteggiamento di ‘prendere’ dall’altro. Infatti io non prendo amore, lo ricevo in quanto era già stato messo a disposizione dall’altro. 

E se è stato messo a disposizione liberamente è sempre qualcosa di cui l’altro non aveva più bisogno e dunque lo offre, mettendolo sul tavolo del rapporto. 

Allo stesso modo il partner o la persona che riceve, mette sul tavolo ciò che gli avanza. 

Quindi il primo requisito per i rapporti con scambi funzionali, è di soddisfare sempre se stessi inizialmente, e solo in secondo luogo mettere in condivisione ciò che avanzava e che possa servire agli altri. 

Va da sè che la persona, offrendo, ama…e amando in questo modo non si sente esaurire le forze perchè il suo fabbisogno era comunque garantito. 

Similmente, non è importante ricevere qualcosa in cambio perchè si stava comunque bene anche senza. 

2) Il secondo tipo è caratterizzato dagli scambi ‘disfunzionali’ (patologici) 

In questo caso non c’è uno scambio libero, ma un gioco di forza e di ricatti. 

La persona non riceve ma va a prendere dalle tasche dell’altro, anche a costo di non lasciargli il minimo indispensabile per la sua sopravvivenza. 

E’ evidente che questo scambio può funzionare solo nel caso di qualcuno che si senta debole e non abbastanza indipendente. 

Sono scambi commerciali, in cui io ti do amore solo se tu in cambio mi dai qualcosa che mi interessa e magari ti svaluto per ottenere merce preziosa a basso costo. 

Ma c’è di più, il ricatto e l’illusione. 

Spesso la persona che prende costruisce intorno a sè un sistema di promesse fasulle, che non manterrà mai ma che gli consentiranno di ricevere dal partner più debole e impaurito, tutto ciò che desidera senza mai ricambiare. Infatti ricambierà quando arriverà il fatidico momento della promessa…ma quel momento in realtà non arriverà mai, sarà sempre posticipato in maniera indefinita. 

C’è da dire anche un’altra cosa, che le relazioni sono basate sull’ascolto dell’altro. 

Se le persone vivono rapporti in cui vengono perennemente usati senza che nessuno si interessi davvero a come stanno e a come si sentono, in realtà non sono per niente ascoltate. 

Dunque queste persone non hanno una relazione affettiva, sono solo oggetti da usare e gettare via quando non rendono più. 

Sei sicura di volerti accontentare di questo? 

Sei consapevole che prima di tutto, alla base di questo c’è un tuo sentimento di non potercela fare da sola? 

Prova a pensarci. 
Se avessi serenità fisica ed economica, resteresti in mezzo a persone di questo tipo? 

E se non avessi i sensi di colpa per essere una cattiva figlia, staresti emotivamente così legata ad una madre che a dispetto dell’età è ancora una bambina piccola? 

Questi li chiamo punti deboli e sono legati all’autostima, alla capacità di desiderare ed amare se stessi in modo sano. 

Sono i temi che trattiamo nel seminario “Imparare ad Amare Se Stessi” 

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