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Chiudere una Relazione – amore e disinnamoramento

Lo scorso mese ho tenuto una serie di incontri sul tema “Rapporti amorosi e seduzione” in cui illustravo le 3 fasi salienti di una relazione. 

1) Inizio; 2) mantenimento funzionale; 3) chiusura. 

Purtroppo gli argomenti di rilievo sono talmente tanti che in due ore mi risulta impossibile trattarli tutti a dovere. Dunque oggi parlerò direttamente della terza fase. 

Cosa vuol dire chiudere un rapporto e soprattutto come disinnamorarsi. 


Forte del fatto che anche alla radio oggi non si faceva che parlare di rapporti chiusi male ed inevitabili sofferenze, mi accorgo che le risposte date sono sempre le stesse e sempre relative ai luoghi comuni più diffusi. 

Se una storia finisce, ‘fregatene, si sta meglio da soli’. Oppure ‘il tempo aggiusta’ o anche ‘chiodo scaccia chiodo’ ecc. 

Prendo in esame queste tre opinioni e dico la mia su ciascuna. 

A) Si sta meglio da soli. 
Ovviamente se la storia faceva acqua da tutte le parti è così, ma la domanda da farsi è perchè non si è stati capaci di star bene in coppia. La risposta sta nei problemi della fase 2: il mantenimento della relazione in maniera funzionale. 

B) Il tempo aggiusta. 
Non è vero, non in senso assoluto. Infatti ci sono persone ferme per ‘decenni’ (neanche anni) su una storia chiusa male. Quindi il tempo non aggiusta proprio niente, ma è quello che si fa nell’arco di tempo che aggiusta. Anche qui è un problema legato ad una nostra mancanza, e nello specifico alla fase 3: la chiusura del sospeso. 

C) Chiodo scaccia chiodo. 
Se la storia è già finita, non vi resta che trovarne un’altra. Chi ha difficoltà a risolvere il proprio blocco è per via di una mancanza nella fase 1: iniziare una nuova relazione, che richiede competenze completamente differenti rispetto alle altre fasi. 

Ma veniamo a noi. 

Come mai la gente ha problemi a chiudere una relazione amorosa passata? 

Generalmente ci sono delle problematiche abbastanza fisse. 

In primo luogo ci sono persone che rompono la relazione prima dell’altro e viceversa. Il rapporto non si rompe contemporaneamente a causa di tutti e due, ma c’è sempre uno che vive il lutto da solo prima del partner. A volte lasciamo e altre siamo lasciati. Chi lascia ha vissuto per primo il lutto e il dolore senza essere capito dal primo. 

-Il dolore della mancanza 
Se una relazione funzionava male non vuol dire che non funzionasse per niente. Sicuramente c’erano delle componenti positive, e la perdita di queste genera un senso ulteriore di sconforto. Come si può vivere senza? 

Ovviamente riscoprendo quelle stesse qualità in altre persone anche senza avere necessariamente una relazione amorosa nel caso di un’amicizia. 

-Sensi di colpa 
Alcune volte c’è la difficoltà di lasciare in quanto sembra di essere gli unici responsabili del fallimento della storia. Come se fosse un bellissimo film in cui noi non vogliamo portare avanti il nostro ruolo. Giusto, peccato che sia sempre un film. 

Se si riconoscono le rispettive responsabilità sarà molto più facile comprendere che non si tratta di un fallimento ma della realizzazione di un progetto coi suoi successi ma meno estesi di quello che ci si aspettava. 

N.B. L’andamento di una storia non dipende mai da una sola persona. A volte ci sono conflitti risolvibili, altre diventano insanabili per entrambi. 

-Paura di ritorsioni 
Questo è un altro aspetto che si manifesta quando il problema non è più la coppia, ma tutte le conseguenze materiali e non, che sopraggiungono una volta presa la decisione. 

Si può parlare di ritorsioni economiche, come silenzi emotivi pesanti, liti, o anche arrivare alle problematiche fisiche e minacce. Tutto questo attiene sempre ad un vostro risentito e solo poi diventa un problema reale e concreto. 

Disinnamorarsi 
Per farlo esistono due modalità. 

Modalità sana: vuol dire prendersi le responsabilità dell’accaduto, riconoscere i pregi e i limiti della relazione e anche della situazione che si stava vivendo. Questo permette di comprendere i guadagni di questa esperienza ma richiede di affrontare il dolore del distacco. Si vede le cose per quello che sono. 

Se non può funzionare c’è pur sempre una ragione e va compresa, almeno per non ripeterla in futuro. Questo meccanismo consente di abbassare la stima esagerata ed emotiva nei confronti della persona di cui eravamo innamorati e quindi agevola il distacco. 

Modalità malsana: poichè non è possibile riconoscere i propri limiti e responsabilità in quanto processo troppo doloroso che si aggiunge alla conseguente separazione, avviene un altro processo. 

Si comincia a dipingere l’altra persona con tutta una serie di difetti inesistenti e si cercano scuse per litigare e trovare affronti forzati in modo da giustificare critiche ed accuse nei confronti dell’altra persona. Quindi l’immagine di costui viene sgretolata ai nostri occhi e la collera si trasforma in delusione fittizia che consente di staccarsi. Il problema è che ciò ci costringe a vedere una realtà distorta che presenterà il conto le volte successive. 

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