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"Tutto ciò che succede nella vita, è un pretesto per vivere un vissuto"

I Legami dovuti alle Dipendenze – quando a guidarci è la paura di perdere l’altro

Nei Corsi dal vivo, ho avuto spesso la possibilità di trattare questo argomento.

Alcuni rapporti sembrano incredibilmente soddisfacenti in superfice, eppure cominciano a presentare problematiche profonde già a poche settimane di distanza, a volte persino dopo poche ore.

L’emozione più comune in questi casi è la ‘confusione’, non ci si riesce a capacitare come qualcosa che sembrava bellissimo, improvvisamente mostri tante complicazioni.

A quel punto il rapporto che instaurate con la persona cambia faccia: il controllo passa dal piacere alle vostre paure di perdere quello che avete.

La dinamica può essere applicata in tutti i contesti sociali, che si tratti di amicizie, famiglia oppure relazioni amorose. Il risultato non cambia e le paure sottostanti sono pienamente riconoscibili dopo essersi soffermati un istante.

Potremmo cominciare il discorso con una definizione di ‘dipendenza sociale’.

Se ogni volta che desiderate fare qualcosa siete subordinati alle intenzioni, idee e volontà della persona con cui volete farle. Siete dipendenti da lui.

Ad esempio, volete andare al cinema oppure al mare, visto che ora è bel tempo: telefonate ad un vostro amico o ad una vostra amica, e proponete una gita. Ma questa persona non ha voglia di uscire quel giorno.

Se voi rinunciate ad uscire perchè non avete voglia di andare da soli, o perchè non avete altre persone con cui incontrarvi allora siete socialmente dipendenti da quell’amicizia.

In pratica il dipendente non è necessariamente chi non può fare da solo, ma è chi non può fare con nessun altro tranne colui da cui è dipendente.

E’ come se fosse un contratto di esclusività che vi impedisce di prendere impegni con altri e di arrangiarvi in modo migliore.

La persona indipendente invece è in grado di proporre progetti e programmi alle persone con cui gradisce passare il proprio tempo libero; ma se gli rispondono di no, è assolutamente nelle condizioni di prendere accordi con altra gente quando vuole senza vincoli.

Provo a spiegarlo con una dinamica sistemica
Nella dipendenza voi avete ‘delegato’ all’altro la Vostra Responsabilità di soddisfare i Vostri Bisogni. Come un cucciolo che è ancora troppo piccolo per cacciare e occuparsi di se stesso.

I Vantaggi sono che voi siete mentalmente più liberi e la vostra testa sarà sgombra dalla preoccupazione di organizzarvi.

Gli Svantaggi sono che sarete obbligati ad accontentarvi di ciò che vi verrà proposto ogni volta, e se la persona da cui ‘avete deciso’ di restare dipendenti non ha molto slancio, sarete frustrati continuamente senza possibilità di soluzione.

A meno che non vi riprendiate coscientemente la Vostra Responsabilità e siate voi a ‘guidare’. Perchè dirigere la propria vita appare un po’ una rottura di scatole, ma è quello che fanno le persone di successo: pagano un piccolo prezzo di impegno per ottenere un enorme guadagno in termini di realizzazione personale.

La Dipendenza è un Contratto che voi stipulate tacitamente con Qualcuno.

Normalmente non ne siete consapevoli, ma siete incastrati in questo gioco perverso da cui non potete uscire se prima non ammettete a voi stessi che le persone che vi trascurano in realtà per molto tempo vi hanno fatto parecchio comodo.

Esistono però delle implicazioni pratiche per coloro che vivono in questo livello; per via della legge di attrazione è come se inviassero una domanda molto chiara all’esterno.

Chi è dipendente manda la richiesta di intrattenere rapporti con persone che abbiano la situazione complementare. E’ come se si attirassero individui sulla stessa lunghezza d’onda.

Essere sulla stessa frequenza non ha una valenza positiva o negativa, è semplicemente un fatto. Se voi siete su di un livello negativo per voi, inevitabilmente attirerete solo persone che potranno sostenere questo meccanismo.

Gli altri non sono colpevoli ma vengono richiamati dalle vostre frequenze.

In particolare, ci sono diverse persone che cercano l’anima gemella, ma si lamentano di ciò che arriva. Non voglio sindacare sulle loro decisioni, di certo è interessante osservare come le persone che si incontrano rispondano sempre ad un preciso profilo.

E’ inutile criticare la gente che si conosce per cattive qualità, mentre sarebbe più produttivo riconoscere le caratteristiche in questione per poi domandarsi:

“Perchè ho attirato una persona così? Qual è la mia mancanza che questa persona compensa?”

Se una persona ha paura di essere abbandonata, è chiaramente un punto debole. Non si è obbligati a risolverlo ma molto presto questa persona soffrirà a causa di ciò.

Ecco che al termine di una amicizia o di un rapporto, o un lutto, costui soffrirà di abbandono. Ma essendo un suo grosso punto debole potrebbe pensare che lì fuori esisterà un individuo il cui scopo sia proprio di guarire questa ferita.

E quando l’abbandonato incontrerà la sua persona obiettivo, ci si attaccherà e ne diventerà dipendente. Consegnerà a lui la responsabilità di salvarla dalla paura dell’abbandono, e a quel punto la relazione ha già un piede nella fossa.

Infatti questa responsabilità peserà come un macigno sulle spalle dell’altro che presto non ne potrà più e si vedrà costretto ad allontanarsi, magari con dispiacere perchè tutto sommato quel partner gli piaceva e lo faceva sentire bene.

Tutti hanno dei punti deboli che scattano come bombe a tempo nella vita sentimentale delle persone. La prima esperienza con questa bomba è quello che trasforma la relazione da una storia amorosa ad una ‘dipendenza’.

E’ inevitabile che succeda, ma non è questo il problema. Il processo è utile in quanto ci permette di lavorare su noi stessi con la leva motivazionale di costruire un ottimo rapporto insieme.

Il processo è reversibile, la cosa spiacevole è che pochi ne hanno consapevolezza e tenderanno a considerare la situazione uno sbaglio o comunque attribuiranno la colpa alle mancanze del partner.

Facciamo piccoli esempi di rapporti ed incastri verosimili.
Se due persone che hanno paura dell’abbandono, si metteranno insieme per curare questa ferita a vicenda. Non appena uno dei due non sentirà più questo peso, il legame finisce perchè solo uno dei due è rimasto dipendente dell’altro.

Se una persona si mette insieme per fare un figlio, appena ne avrà uno o si rende conto che proprio non ne può avere, cesserà il rapporto o lo trascinerà per paura di peggiorare la propria vita sentimentale ma spesso non saprà risolvere la questione.

Altri si sposano per uscire dalla casa dei genitori, e poco dopo il rapporto non ha più senso e lo disintegrano.

Alcuni instaurano relazioni solo per soddisfare una componente sessuale, ma appena questo desiderio cessa il rapporto si incrina, innescando la dipendenza in chi nutriva ancora del desiderio e così via.

La dipendenza scatta in maniera problematica nell’istante in cui ci si accorge che l’altro può fare a meno di noi perchè arrivano delle avvisaglie o cambi di abitudini consolidate.

Chi è molto geloso e tiene il partner chiuso in casa, non si preoccupa molto perchè ha la consapevolezza di tenere il controllo, ma lo perde appena l’altro impara ad uscire ugualmente. La stabilità viene perduta.

E’ sufficiente che pensiate alle vostre esperienze passate per rendervi conto di cosa sto parlando. Non è detto che in una coppia o in amicizia, tutti abbiano lo stesso tipo di ferita però è obbligatoria una forma di complementarietà.

Concludendo, la causa della dipendenza viene dal delegare ciò che potremmo fare da soli a qualcun altro, che a quel punto diventa prezioso per noi ed unica fonte di salvezza.

L’errore sta proprio in questa convinzione, l’altro non ha assolutamente questo potere, è una distorsione nostra.

La soluzione è riprendersi questa responsabilità, ma molti non lo fanno perchè non vogliono pagare un prezzo, cioè non se la sentono di affrontare tutte le scocciature che una vita da indipendenti costituisce…rinunciando al contempo alle enormi soddisfazioni che li attenderebbero.


foto di freedigital

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