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Gli Stadi delle Relazioni Sentimentali e i Livelli di Impegno – cosa cambia da uno step all’altro


Spesso mi capita di discutere sull’argomento relazioni con persone che sono in crisi per i motivi più disparati.

Su decine di persone che lamentano problemi, emergono alcune situazioni frequenti, tanto che è possibile ricondurre tutte le difficoltà ad alcune categorie ricorrenti.

A farla da padrone sono i conflitti legati alle ‘parole’ utlizzate per definire i rapporti.

Le persone tendono ad affidarsi troppo alle parole, mentre dimenticano di considerare le azioni, molto più significative ed unico specchio della realtà relazionale.

Ciò che conta non sono le cose che dite ma le azioni che mettete in pratica.



Il problema è che molta gente ha in testa dei concetti personali che non hanno nulla a che fare con quelli degli altri, ma gli attribuiscono lo stesso termine.

Detto altrimenti: stesse parole ma diversi significati per ciascuno.

Di conseguenza siamo del tutto incapaci di comunicare appena ci scontriamo con idee culturalmente diverse, perchè ognuno di noi possiede un modello di riferimento di cosa sia una relazione, stare insieme, fidanzamento ecc.

Ricordate che ‘confrontare’ le immagini tra voi ed il vostro partner è fondamentale per evitare brutte sorprese in seguito. Rimando al mio articolo sulla ‘preselezione’ per farvi capire meglio cosa intendo.

Tuttavia, al giorno d’oggi non ci sono solo i normali passaggi nei rapporti interpersonali ma se ne aggiungono anche di nuovi che sembrano vivere su di un piano parallelo e che non tutti sottoscriveranno, in quanto fanno parte di un modo di concepire le relazioni estremamente libero ma anche incongruente con le definizioni classiche.

Per cui alle fasi classiche come: amicizia, frequentanti, relazione, fidanzamento, matrimonio/famiglia; se ne inseriscono altre come rapporti aperti, convivenza, scopamici (gli amici che fanno sesso tra loro).

 Oppure si invertono le sequenze: stare insieme, fare figli e solo diverso tempo dopo matrimonio.

Dal mio punto di vista esiste una sequenza evolutiva logica che porta ad un innalzamento del rapporto in proporzione all’aumento di responsabilità.

E’ un’evoluzione culturale, non fraintendetemi, le relazioni aperte sono quanto di più naturale possa esistere, tuttavia è anche vero che erano proprie di popolazioni troglodite.

La differenza tra una coppia stabile ed una libera è che la prima fornisce maggiori garanzie di sopravvivenza della femmina e della prole.

Normalmente tutte le varianti attuali sono scelte che manifestano un conflitto comune, la paura di prendersi un impegno con l’altro.

Che poi l’impegno lo si prende comunque senza accorgersene, ad esempio mi è capitato di vedere molte coppie in crisi in seguito alla convivenza, poichè per lasciarsi dovevano in ogni caso liberarsi di un mutuo trentennale utilizzato per comprarsi una casa.

La domanda che mi pongo è: perchè non si ha il coraggio di impegnarsi formalmente con una persona ma ci si impegna ‘economicamente’ per 30 anni? Non si è comunque liberi nel rapporto.

Altre volte sono gli imprinting familiari a condizionare: esempio, ‘famiglia divisa=matrimonio è da evitare’

Di norma a parole c’è sempre un senso di ricerca dell’amore vero e libero, disinteressato, ma in linea di massima uno dei due si è sottomesso alla decisione dell’altro per non perderlo, vale sia per l’uomo che per la donna.

Quindi in questo caso ‘matrimonio=sacrificarsi’

Per cui è un rapporto nato su presupposti di paura, può anche durare a lungo, ma alcune ricerche hanno segnalato che nelle coppie conviventi non c’è lo stesso grado di intimità di quelle sposate (mediamente). Inoltre ci sono diverse persone lasciate economicamente in mezzo ad una strada dopo decenni di convivenza.

Proviamo a definire i vari gradi delle relazioni.

Amicizia: uomo e donna si conoscono e possono trascorrere del tempo insieme o in gruppo, svolgere attività in comune, ma non c’è nè un impegno preciso nè un desiderio particolare tra i due.

Parlare di ‘scopamicizia’ è una sorta di controsenso poichè ciò che contraddistingue una rapporto di amicizia da una relazione è proprio l’aspetto fisico/sessuale. Per cui è non voler chiamare la cosa ‘relazione’ a qualche livello.

Frequentanti: nel momento in cui due persone cominciano ad attrarsi, possono stabilire di vedersi ulteriormente per passare del tempo insieme in maniera ‘non casuale’. A questo livello c’è un interesse condiviso ma non c’è nessuna progettualità, inoltre non esiste un impegno di fedeltà reciproco; la coppia è libera di trascorrere il proprio tempo anche con altre persone.

Alcuni in questo stadio uniscono già l’aspetto fisico e sessuale, altri no. Tuttavia la contraddizione sta nelle persone che dicono “Non voglio stare insieme a te, sei solo un amico/a.” e poi si ingelosiscono se ci si guarda intorno e lo fanno pesare.

No, mi spiace. Se vi ingelosite non siete più nè amici nè frequentanti, siete qualcuno che vuole una relazione che vi richiederà più impegno e responsabilità per avere un diritto di esclusiva sul partner.

Relazione: è il gradino successivo a quello di frequentanti. Nel momento in cui vi rendete conto di stare davvero bene con l’altra persona, siete disposti a smettere di cercare altro e quindi vi ‘impegnate’ con lei. Svolgete le stesse attività precedenti ma con il coinvolgimento dell’altro, ora non siete più da soli ma in coppia.

In questa fase entra in gioco l’impegno di essere fedeli reciprocamente, è il primo impegno che ci si prende davvero, ma non è un impegno realmente sociale ancora. 

Inoltre la progettualità riguarda solo il breve periodo e non la vostra vita futura, in quell’aspetto non siete ancora vincolati.

Fidanzamento: si sale ancora di livello. A differenza della semplice relazione, in questo caso vi siete talmente convinti dell’altro che oltre agli aspetti fisici, sessuali ed emozionali, entrano a far parte di voi anche quelli ideativi riguardo al vostro futuro insieme.

Quindi si mantiene l’esclusività nei rapporti, ma adesso esiste un impegno preciso a formare famiglia istituzionalizzando la coppia che si esprime attraverso una ‘dichiarazione’ ufficiale della relazione di fronte al sociale.

Ora l’impegno non è più solo tra i due partner ma anche verso le rispettive famiglie di origine ed il sociale che viene informato della cosa. In questo senso è anche utile a scoraggiare eventuali intromissioni da parte di altri.

Matrimonio: è la fase successiva alla transizione del fidanzamento.
Ora la coppia è formata e continua il suo impegno reciproco, verso se stessi, verso le famiglie ed il sociale, inoltre una novità.  Il nuovo impegno emergente è verso i figli.

Non c’è nulla di più rassicurante per dei bambini che sapere i propri genitori uniti saldamente, se così non fosse i divorzi avrebbero scarso rilievo su di loro, eppure molti trascurano questo aspetto. Le persone non pensano che i matrimoni abbiano influenza soprattutto sui bambini e nel loro subconscio; se proprio vi volete sposare tanto vale che lo facciate prima di avere dei bambini, meglio ancora se lo fate prima di concepirli perchè lo shock di essere ‘precari’ nelle madri si imprime nei figli appena si ha la notizia della gravidanza.

In aggiunta alle fasi precedenti, nel matrimonio, oltre all’impegno e alla progettualità futura, si inserisce anche quella che unisce la coppia in un legame che va oltre questa vita.

Dal mio punto di vista, non è importante il gesto di compiere queste fasi, ma poichè sono tutte ‘sintomatiche’ della situazione che vivete, il fatto di compierle non è altro che un passaggio naturale di chi si sente pronto dentro di sè a fare un certo percorso.

Tuttavia mi rendo conto che oggi certi aspetti hanno perso completamente il significato originario e vengono giustamente respinti.

E’ chiaro che un rapporto costa, costa molto in termini di sacrifici, ma è sempre il risultato di scelte ed ogni volta che si compie una scelta si rinuncia inevitabilmente a qualcosa.

Per questo trovo particolare le problematiche nei rapporti in relazione al grado di impegno che ci si vuole prendere. Perchè l’impegno è una vostra qualità ed è anche l’unico elemento che vi consente di realizzare cose grandi in qualunque contesto.


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